"Aristotle and Dante discover the secret of the universe" di Benjamin Alíre Sáenz

Tempo di recensioni *.* Cari lettori, devo dire che questa settimana sono stata brava e spero di esserlo anche la prossima settimana. A breve stabilirò quando il blog andrà in vacanza, se ci andrà oppure no... insomma, devo decidere. Del resto, durante le vacanze di Natale e Capodanno non tutti staremo serrati di fronte ai blog, no? 

Titolo: Aristotle and Dante discover the secret of the universe
Autore: Benjamin Alíre Sáenz
Editore: Simon & Schuster
Pagine: 359


Aristotle is an angry teen with a brother in prison. Dante is a know-it-all who has an unusual way of looking at the world. When the two meet at the swimming pool, they seem to have nothing in common. But as the loners start spending time together, they discover that they share a special friendship—the kind that changes lives and lasts a lifetime. And it is through this friendship that Ari and Dante will learn the most important truths about themselves and the kind of people they want to be.



Ho sentito parlare sempre bene di questo romanzo. Quando l'ho preso in mano e poi sfogliato la prima pagina, mi attendevo un capolavoro. Senza dubbio è un libro diverso, ambientato in un luogo di cui pochi parlano e con una tematica ancora meno trattata, ma non mi ha dato nulla.
Non una lacrima, non un sorriso, non un'emozione particolare.
Insomma, non è la prima volta che mi capita ma di solito accade con romanzi fantasy o serie ya che si rivelano essere una ciofeca letteraria mica da ridere.
Questo libro non è decisamente una ciofeca ma mi ha lasciato molto da dire. 
L'intreccio si basa essenzialmente su Aristotele e Dante, due ragazzi coetanei che s'incontrano per pure caso in una giornata d'estate. 
Poi succedono cose, molte cose che ho trovato piuttosto irrilevanti - uccelli morti e scarpe lanciate in mezzo alla strada, per citarne un paio - fino allo svolgimento finale che passa dal tragico e un futuro che attende i due protagonisti.
Leggendo questo romanzo mi è sembrato di trovare moltissimi spunti interessanti, tanto riflessioni che però non sono mai sbocciate. Forse per via dei protagonisti...
Personalmente, non ho trovato Dante particolarmente interessante - oltre essere sentimentalmente masochista - e anche un poco irrealistico. Molte delle sue azioni lo fanno passare per un ragazzo unico e speciale, spensierato e poetico, ma a conti fatti dubito fortemente che nella vita reale un personaggio farebbe cose simili o agirebbe in tal modo. Non sono riuscita a staccare Dante dalle pagine del romanzo, rimanendo così un personaggio costruito proprio per un libro, progettato per essere tale.
Con Aristotele è stato molto diverso. Moltissime cose nel suo atteggiamento, nel suo rapporto col padre e con suo padre stesso, mi hanno fatto inevitabilmente notare le tante similitudini che accomunano lui a me. Da una parte avrei trovato il libro molto più interessante se avesse parlato solo di lui.
Un'altra cosa che non mi ha convinto è stata la tanta pressione sul fatto che i personaggi fossero lgtb, perché tranne che nella parte finale diviene un fatto importante ai fini della trama e la romance mi ha lasciato senza sentimenti di alcun tipo. Nono sono stata in grado di capire perché il comportamento di Aristotele dovrebbe far intendere di essere innamorato. 
Se qualcosa del genere fosse successo a un mio amico, avrei agito allo stesso modo, proteggendolo e standogli vicini. Questo amore avrebbe anche potuto essere una semplice amicizia. 
In pratica, sono molto perplessa. 


Il mio voto è di tre punteggi d'inchiostro





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