"I'll give you the sun" di Jandy Nelson

Lettori in soffitta, mi sento morire dal sonno mentre vi scrivo questa recensione, per cui appena avrò finito correrò a farmi un caffellatte e a scrivere un poco prima di dedicarmi alle tavole di anatomia. Due ore di scrittura e tre di disegno. La vedo dura ç-ç
 

Titolo: I'll give you the sun
Autore: Jandy Nelson
Editore: Dial Books
Pagine: 371


Jude and her twin brother, Noah, are incredibly close. At thirteen, isolated Noah draws constantly and is falling in love with the charismatic boy next door, while daredevil Jude cliff-dives and wears red-red lipstick and does the talking for both of them. But three years later, Jude and Noah are barely speaking. Something has happened to wreck the twins in different and dramatic ways . . until Jude meets a cocky, broken, beautiful boy, as well as someone else—an even more unpredictable new force in her life. The early years are Noah's story to tell. The later years are Jude's. What the twins don't realize is that they each have only half the story, and if they could just find their way back to one another, they’d have a chance to remake their world.




I'll give you the sun è una storia da cui mi aspettavo tutto e nulla. Sapevo che questo libro aveva fatto impazzire migliaia di lettori, conquistando una buona fetta del pubblico italiano, e devo dire che anche io mi ritrova all'interno di questo gruppo, anche se con un fare un po' meno entusiasta.
La storia è quella di Noah e Jude, due gemelli che dopo un tragico incidente e tradimenti all'interno della stessa famiglia, hanno smesso di essere legati come prima. La frattura non è così evidente. La famiglia, ciò che ne rimane, vive nella stessa casa, si parlano e respirano la stessa aria, ma il dolore e le questioni irrisolte aleggiano costantemente fra loro.
La narrazione si alterna fra una Jude sedicenne che cerca di rimettere i frammenti al proprio posto e un Noah tredicenne che narra il preludio della rottura.
I'll give you the sun mi ha fatto versare qualche lacrima verso la fine della sua storia, mi ha fatto arrabbiare con i personaggi, mi ha condotto a sostenerli e anche a riflettere su diverse verità, sopratutto quelle riguardanti la famiglia. 
Il nucleo di Noah e Jude  mi ha ricordato come la famiglia, come madre e padre, siano creature assai più fallaci dei propri figli e molto spesso sono in grado di danneggiarli in modo irreparabile, per cui non ho visto il messaggio della Nelson sotto una luce che favoriva bei ricordi e calde memorie, quanto queste assieme a molte ombre.
Anche sul rapporto fra fratelli  e sorelle c'è molto da dire perché sebbene la Nelson, anche qui, riesca a far emergere il legame fra i due, riesce a portare in scena una verità piuttosto scomoda:  per quanto ci piaccia dire che vogliamo loro bene, spesso feriamo le persone che amiamo, consapevolmente oppure no.
In questo romanzo, però, non si mettono in gioco solamente i legami affettivi, ma anche le ambizioni del futuro, le occasioni di tutta una vita, mischiando la crescita dei due protagonisti con l'arte. Quella parte mi è piaciuta in modo particolare ed è interessante come nei capitoli di Noah e in quelli di Jude, l'arte passi da fratello a sorella: un'arte del prima e del dopo. 
Ho fatto parecchia fatica ad apprezzare la Jude tredicenne, che più di una volta avrei voluto prendere a calci in faccia, mentre la Jude sedicenne era tutt'altra cosa. Delle volte non avrei agito come lei, per esempio nella sua relazione con Oscar - un personaggio che ha saputo essere davvero sleale nei confronti dei sentimenti altrui - ,ma non ho potuto fare a meno di apprezzare il suo tentativo di cambiare le cose.
Noah è stato il personaggi che più mi somiglia e per cui ho provato subito simpatia, anche quando commetteva degli errori. Anche io avrei fatto quella certa cosa, dichiarando come è davvero una persona se fossi stata stanca del suo continuo nascondersi. E non posso dire altro, perché è spoiler. Anche in alcuni suoi comportamenti da "strano" e nelle sue scelte di diventare diverso da ciò che era, mi hanno ricordato una parte di me. 
Lo stile dell'autrice, letto in inglese, è stato un attimo.... strano? Bizzarro? Era come leggere qualcuno che aveva scritto sotto l'effetto di una strana eccitazione o di troppa caffeina. Tutto correva. 
A un certo punto volevo chiedervi: cosa sto leggendo? Ma sapevo cosa stavo leggende perché capivo ogni cosa. 
Solo alcune cose non mi hanno convinto, come per esempio un momento iniziale di Noah che mi ha lasciato fortemente perplessa - lo capirete leggendolo, sta proprio all'inizio - e tutte le casualità che s'incastrano perfettamente all'interno della trama. Questa cosa, in verità, non mi spiace neanche tanto, così come tutte le altre stranezze a basi di fantasmi, ma qualcuno avrebbe dovuto avvisare che questo libro è anche in parte composto dal realismo magico. Perché se non è così, allora è davvero strano e molto nosense.
In ogni caso, la lettura di I'll give you the sun mi ha dato molto e mi guardo bene dal negarlo. Sono molto curiosa di leggere altri libri dell'autrice e sarebbe magnifico se ne scrivesse altri sempre connotati delle particolarità di questo suo romanzo.



Il mio voto è di quattro punteggi d'inchiostro e mezzo



2 commenti

  1. Ogni volta che leggo una recensione su questo libro vorrei leggerlo all'instante c.c mi ispira troppo!

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    1. Allora fallo *.* Nulla ti ferma... tranne la tbr XD

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)