23/02/17

"Nihal della Terra del Vento" di Licia Troisi

Lettori in soffitta, finalmente un po' di pace. E un po' di tempo per scrivere una recensione. Cosa c'è di meglio di una recensione cattiva? Nulla. Assolutamente nulla U-U


Titolo: Nihal della Terra del Vento
Autore: Licia Troisi
Saga: Le Cronache del Mondo Emerso
Editore: Mondadori
Pagine: 386


Nihal è davvero strana, nel Mondo Emerso sembra non esserci nessuno come lei: grandi occhi viola, orecchie appuntite, capelli blu. È stata cresciuta da un armaiolo e vive in una delle tante città-torri della Terra del Vento, giocando a combattere insieme a un gruppo di amici che l'ha eletta capo per la sua forza e agilità. Ma tutto cambia all'improvviso quando la Terra del Vento viene attaccata dal Tiranno, il despota che già ha conquistato cinque delle otto Terre che compongono il Mondo Emerso. A nulla vale la resistenza dell'esercito dei popoli liberi, né i maghi che cercano di proteggere le città con incantesimi. A Nihal rimane solo una scelta: diventare un vero guerriero e difendere gli innocenti che rischiano di cadere sotto il potere del Tiranno.



Premessa, premessa, premessa... Non è così che dovrei iniziare una recensione, ma un po' di cose vanno dette. Questa è una rilettura, una cosa che ho scelto di fare per me, per rispolverare un'autrice che mi è sempre piaciuta, in occasione dell'uscita del suo nuovo libro. Volevo vedere il distacco fra l'opera prima e l'opera di oggi. Su quella devo ancora metterci le mani e ho deciso di prendermi tutto il mio tempo. 
La Troisi è stata un'autrice di grande importanza durante i miei tredici anni. Adoravo i suoi libri. Li volevo tutti e le sue saghe i primi fantasy su cui misi le mani. Col senno di oggi, so benissimo che se dovessi giudicare la scrittrice da questo libro, dovrei dire: questo è tutt'altro che un ottimo esponente del fantasy italiano. Ma la dura/triste verità è che in pratica è l'unica che abbiamo. Perché io, di altri scrittori fantasy che non ricadono nell'epico melenso senza essere in grado di scrivere romanzo dei nostri tempi, e che sono capaci di farsi pubblicare da una grande casa editrice, non ne vedo. 
Comunque. come dicevo, adoravo i suoi libri e forse sarà per questo che in questa recensione darò il peggio di me. Non posso ignorare quanto sia deludente rileggere un'autrice adorata e scoprire che tutte le critiche che le erano state rivolte - lasciamo perdere chi ancora la perseguita deridendo ogni cosa che fa, è solo stupido - non erano poi così infondate.
Per chi non lo sapesse, la storia narra di Nihal, una ragazza dalle orecchie a punta, gli occhi viola e i capelli blu. Vive a Salazaar, la città-torre della Terra del Vento. Il suo mondo, il Mondo Emerso, vive una pace relativa per colpa della presenza del Tiranno e molto presto la stessa esistenza di Nihal viene sconvolta a causa sua.
Insomma, partiamo dall'unica premessa ben fatta. Il Mondo Emerso non è forse una delle creazioni di world building più geniali e innovative al mondo, ma funziona. Mi piace, solletica la fantasia, ha tanti buoni dettagli che aiutano la mente a comporre un quadro, ma vi sono anche altri particolari che avrebbero dovuto essere curati di più. Per tutto il romanzo si ha la sensazione di correre e la scarse note temporali non aiutano. Così fa anche il Mondo Emerso e la cosa spezza terribilmente l'atmosfera. Non è certamente necessario esplorare fin da subito ogni terra, ma almeno avrei voluto sapere qualcosa di più sulla Terra del Vento o quella dell'Acqua, quali usi e costumi differenziano la popolazione. Tutto sommato poteva andare peggio...
Quindi, il fatto che questo libro "non vada", è colpa della trama? Diciamo che i cliché e le situazioni banali abbondano, così come i controsensi, ma il vero colpo di grazia lo hanno dato i personaggi.
La Troisi, in pratica, ha creato un buon punto di partenza, lo ha ampliato per tutto il romanzo ma allo stesso tempo l'ha mischiato con un sacco di altre cose, di atteggiamenti e frasi fatte in stile epico, oltre una scarsa profondità emotiva, che hanno contribuito a rovinare il tutto. Più leggevo più mi sentivo male, infine l'ho presa sul ridere.
La società del Mondo Emerso si mostra come maschilista, sebbene ci siano regine bambine, donne in grado di andare qua e là da sole... ma da una parte questo rispecchia anche un po' i tempi attuali, in cui si dice che le donne possano fare tutto solo per poi ritrovarsi contrastate da ogni parte. Questo è proprio ciò che capita a Nihal. E Nihal avrebbe potuto essere un'ottimo combattente femminista... se solo non fosse costantemente posta su un piedistallo. 
Nihal è altezzosa, isterica, rabbiosa, piuttosto arrogante. Nessuno è perfetto. Accetto personaggi di questo tipo. Il problema all'interno del libro è quando nessuno, e ripeto nessuno, si preoccupa di fare notare che Nihal è una adolescente sbucata fuori dal nulla e che conta meno di zero. All'inizio del romanzo Nihal è spaventosamente viziata, ma per tutto il libro, nonostante cambi, non miglioria. 
Più di una volta non sarà in grado di trovare amiche perché troppo stupide per lei, troppo incapaci per tenere in mano una spada - peccato che non si vedano altri personaggi femminili -, lei è un genio del combattimento, è migliore di tutti, può scomparire dall'Accademia senza permesso e non essere punita, può entrare nell'Accademia senza che inizi una rivoluzione sociale - le donne non dovrebbero essere ammesse - e guerrieri con tutta la vita come esperienza si spaventano davanti a una ragazzina di tredici anni col sangue al cervello. 
Infine Nihal è talmente fantastica, e pazza, che può permettersi praticamente di sfregiare il suo migliore amico. Ora, una cosa è avere problemi di rabbia e farsi scappare uno schiaffo, una cosa è alzare un'arma e avventarsi verso l'unica persona, Sennar in questo caso, che fino a quel momento l'ha sostenuta e arrabbiarsi con lui perché, in pratica, ha una vita....  Ah, ovviamente è anche ingrata verso coloro che l'aiutano e fa di tutto per offenderli. E sviluppa una ossessione per Fen, un uomo che che si limita ad addestrarla e farle coraggio, che lei chiama amore.
Non funziona. Non può funzionare.
E poi... Nihal ha un aspetto unico. Perché tutti glissano sopra questa cosa? Possibile? No. Non lo è. Per nulla. Se da una parte è possibile che la popolazione lo trovi strano, che possa non prestare una particolare attenzione, le voci corrono e non è possibile che Nihal passi completamente inosservata agli occhi di tutti. 
Che dire... un massacro. Rileggere questo romanzo è stato bello ma è stato anche tremendo. Non posso che dirmi delusa perché come avrete anche inteso, leggendo la recensione, non c'è molto di cui parlare perché ogni cosa è intrisa di momenti senza senso e della follia di Nihal - la follia che nessuno vede.

Il mio voto è di un punteggio d'inchiostro e mezzo




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