11/02/17

"Scarlet" di A.C. Gaughen

Lettori in soffitta, vi sto scrivendo questa recensione sul tardi, godendomi questo momento di assoluto menefreghismo verso gli impegni. Avrei dovuto avvantaggiarmi per gli esami che iniziano il 20 e ho ancor tantissime cose da fare, ma solo davvero molto stanca e ho costantemente fame. Come se non bastasse, sono a casa da sola e il cane e i tre gatti dormono della grossa. Nessuno di loro mi da la minima forza di lavorare ç_ç


Titolo: Scarlet
Autore: A.C. Gaughen
Saga: Scarlet #1
Editore: Bloomsbury
Pagine: 292


Many readers know the tale of Robin Hood, but they will be swept away by this new version full of action, secrets, and romance. Posing as one of Robin Hood’s thieves to avoid the wrath of the evil Thief Taker Lord Gisbourne, Scarlet has kept her identity secret from all of Nottinghamshire. Only the Hood and his band know the truth: the agile thief posing as a whip of a boy is actually a fearless young woman with a secret past. Helping the people of Nottingham outwit the corrupt Sheriff of Nottingham could cost Scarlet her life as Gisbourne closes in. It’s only her fierce loyalty to Robin—whose quick smiles and sharp temper have the rare power to unsettle her—that keeps Scarlet going and makes this fight worth dying for.



Per la prima volta ho letto un romanzo storico ya che metteva in gioco la tematica del gender bender, ovvero di cambiare il sesso di un determinato personaggio. Ora, immergetevi nella Gran Bretagna del 1200 e pensate a Robin Hood. Ora immaginatelo donna. Anzi, no. Immaginate Will Scarlet - uno dei suoi più fidati associati secondo le varie storie - ma donna. Adesso avete Scarlet, la protagonista del romanzo.
Questo romanzo è stato davvero una lettura carina. Non mi aspettavo un capolavoro e del resto non lo è ma senza ombra di dubbio è un libro con un ottimo connubio di azione, segreti, femminismo e una protagonista piuttosto irosa che non è affatto dispiaciuta.
C'è qualcosa in questo libro che mi ha lasciato molto perplessa. L'autrice ha scelto di adottare una formula piuttosto strana e a che pro francamente non l'ho capito. Sto parlando dell'utilizzo della grammatica. Scordatevi l'utilizzo di "has" e "was". Tutto diventa "were", anche lui e lei... cosa grammaticalmente scorretta. Non so perché Scarlet parli così. Forse è forma arcaica dell'inglese anglosassone? Non ne ho idea, fatto sta che per tutto il tempo ho ricoretto la grammatica nella mia mente. 
La trama ha avuto alti e bassi, lasciandomi comunque piuttosto intrigata, sopratutto per via di tutti i segreti celati da Scarlet. L'inizio è stato piuttosto leggere e il romanzo è continuato a essere tale per diverso tempo, prendendo una piega oscurissima e sanguinante proprio nella ultime pagine del romanzo. Le scene mi hanno colto di sorpresa e sopratutto lasciata sgomenta, quindi sono anche riuscita a farmi coinvolgere.
Alcuni personaggi sono stati piuttosto inutili, almeno secondo il mio parere. Per esempio abbiamo Tuck - che nel libro non è un prete ma un oste un po' ubriacone - la cui massima utilità è stata quella di nascondere i protagonisti e aiutarli qua e là, ma se vi fosse stato oppure no non avrebbe fatto così tanta differenza. 
C'è anche Much, altra figura storica della compagnia di Robin Hood, ma anche questo ragazzo serve a ben poco e personalmente non me n'è mai importato molto. 
Scarlet, Robin e Little John sono stati i padroni della scena. 
John è stato sicuramente quello che ho apprezzato di meno. Superficiale, tratta molte ragazze in stile usa-e-getta (tranne Scarlet... più o meno), incurante delle proprie parole, dal pessimo umorismo e sopratutto maschilista senza che neppure se ne renda conto. Se fossi stata in Scarlet lo avrei gonfiato di botte una volta sì, una sì, una no e un'altra sì.
Robin mi è piaciuto davvero molto, tranne verso alcuni punti dalla fine, quando la verità riguardo Scarlet sale a galla. Devo dire che è stato davvero triste vederlo naufragare in un oceano di stronzaggine e cattiveria, poiché nonostante non fosse particolarmente espressivo lui e Scarlet sono stati la mia ship fin dall'inizio e non c'era neppure bisogno di parlare. Sapevo che si sarebbe realizzata.
Eppure, dopo alcuni eventi, al posto di Scarlet gli avrei mollato un calcio sui denti. Non mancherà di darle della bugiarda, senza sforzarsi di provare empatia verso di lei, e le darà della puttana per aver fatto delle scelte che l'hanno semplicemente portata a essere libera, lontano da un grandissimo male. Che sia stata una tattica per allontanarla e metterla in salvo, che sia stata una reazione da uomo della sua epoca seguendo preconcetti da uomo della sua epoca... poco importa. Ripeto: calci sui denti. 
A tal riguardo de "uomo della sua epoca", l'autrice ha fatto un piccolo lavoro di background che però rende davvero l'idea del periodo in cui si trovano. I protagonisti sono religiosi, si comportano secondo alcuni dettami dell'epoca, hanno una morale da inferno o paradiso e via dicendo.
Scarlet è invece decisamente fuori dal su periodo storico ma al medesimo tempo vi entra perfettamente. È una ragazza che si pone questioni morali, pronta ad aiutare gli altri e sopratutto le donne, che ha sofferto molto ma che è pronta a fare grandi sacrifici, combattiva, iraconda, sputa a terra e lancia coltelli che è una meraviglia. Sopratutto non aspetta di essere salvata., per cui è stato terribilmente irritante vedere John e Robin litigare per proteggerla come fosse una cretina incapace o una damigella in pericolo. 
Il finale, che a un certo punto mi è parso prevedibile, ha invece preso una svolta più o meno inaspettata - ma non incredibile - che mi rende molto curiosa riguardo il seguito da cui decisamente non so cosa aspettarmi.


Il mio voto è di tre punteggi d'inchiostro


Nessun commento:

Posta un commento

Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)