"The Nest" di Cynthia D'Aprix Sweeney

Lettori in soffitta, tempo di recensioni *.* Ho deciso di provare ad essere sempre più concisa nelle mie recensione, sopratutto per quei libri che mi hanno lasciato poco da dire e per cui non ho voglia di girare attorno al punto U_U Spero che la cosa vi piaccia.


Titolo: The Nest
Autore: Cynthia D'Aprix Sweeney
Editore: Ecco
Pagine: 368

Every family has its problems. But even among the most troubled, the Plumb family stands out as spectacularly dysfunctional. Years of simmering tensions finally reach a breaking point on an unseasonably cold afternoon in New York City as Melody, Beatrice, and Jack Plumb gather to confront their charismatic and reckless older brother, Leo, freshly released from rehab. Months earlier, an inebriated Leo got behind the wheel of a car with a nineteen-year-old waitress as his passenger. The ensuing accident has endangered the Plumbs joint trust fund, “The Nest,” which they are months away from finally receiving. Meant by their deceased father to be a modest mid-life supplement, the Plumb siblings have watched The Nest’s value soar along with the stock market and have been counting on the money to solve a number of self-inflicted problems. Melody, a wife and mother in an upscale suburb, has an unwieldy mortgage and looming college tuition for her twin teenage daughters. Jack, an antiques dealer, has secretly borrowed against the beach cottage he shares with his husband, Walker, to keep his store open. And Bea, a once-promising short-story writer, just can’t seem to finish her overdue novel. Can Leo rescue his siblings and, by extension, the people they love? Or will everyone need to reimagine the future they’ve envisioned? Brought together as never before, Leo, Melody, Jack, and Beatrice must grapple with old resentments, present-day truths, and the significant emotional and financial toll of the accident, as well as finally acknowledge the choices they have made in their own lives. This is a story about the power of family, the possibilities of friendship, the ways we depend upon one another and the ways we let one another down. In this tender, entertaining, and deftly written debut, Sweeney brings a remarkable cast of characters to life to illuminate what money does to relationships, what happens to our ambitions over the course of time, and the fraught yet unbreakable ties we share with those we love.



The Nest trasporta il lettore in una New York della buona gente, ricca e anche borghese, piena di salotti e fascino piuttosto decadente, alti e grandi bassi, illustrando la famiglia dei Plumb. Ne abbiamo per tutti i gusti ma nessuno dei quattro fratelli eccelle.
Leo ha avuto un matrimonio infelice, una situazione sentimentale su cui stendere un velo pietoso, e la droga non è un amica distante.
Melody, una casalinga apprensiva, Jack, le cui finanze stanno colando a picco, e  Bea, una scrittrice abbastanza fallita al momento.
Dalla premessa del libro, mi attendevo un romanzo abbastanza profondo su come un fratello, decisamente non da prendere come modello, risolveva la sua situazione e quella precaria, non solo finanziaria, dei suoi fratelli.
Invece... Leo è il personaggio più inutile della storia. Un personaggio che ho trovato stupido, pusillanime e insopportabile fin dall'inizio. Voglio dire che questo, benché abbia di certo influenzato il voto che ho dato al romanzo, non è il fattore determinante  della votazione. 
Leo, infatti e "che tristezza", rappresenta una grande parte degli uomini moderni: assolutamente superficiali, menefreghisti e sempre pronti a fuggire. 
Anche il resto della famiglia è alquanto veritiero e nonostante i loro momenti di luce, dipinge un quadretto piuttosto deprimente, perché è più che chiaro - nonostante il finale allegro ma leggermente amaro del romanzo - che continueranno a vivere la loro vita di prima, sempre immersi in quella New York superficiale e borghese in senso dispregiativo.
In pratica, non fatevi ingannare dalla copertina zuccherosa e deliziosa.
Insomma, che cosa c'è che secondo me non funziona in questo romanzo?
Prima di tutto rientra in una sorta di zona grigia difficile da gestire. Abbiamo una famiglia e di conseguenza vanno ben dipinti tutti i loro membri, cosa che all'autrice è riuscita piuttosto bene ma allo stesso tempo non li ha resi così incredibili.
Alla loro storia si intrecciano quella di altri personaggi vicini alla famiglia o conoscenti dei loro membri, creando una di quelle storie a incastro che hanno sempre il loro fascino perché alla fine, tutti insieme, riusciranno a dare vita alla loro felicità o lieto fine. 
Il problema credo che stia molto nel modo in cui le cose sono narrate. Ci sono stati dei momenti completamente morti durante la narrazione, momenti in cui la regola show, don't tell è andata a farsi benedire. Il che, delle volte e in alcuni casi, a me va più che bene, ma non per pagine e pagine nel cercare di dare maggior bakcground anche ai personaggi secondari, perché... non importa a nessuno, ammesso che non abbiano uno scopo fondamentale all'interno del romanzo. E con fondamentale intendo qualcosa di assolutamente necessario e impossibile da cambiare. Moltissimi lunghi pezzi potevano essere riassunti con qualche riga di dialogo, espressioni del viso e quant'altro, perché non avrebbero perso la loro carica emotiva. 
The Nest non mi è sembrato questo grande romanzo rivelazione di cui avevo tanto sentito parlare e personalmente ne ho letti di più emozionanti - sebbene mi abbia strappato un velo di lacrime qua e là - quindi penso che, ammesso che non siate sfegatati lettori di romanzi riguardo le famiglie, questa lettura si possa anche saltare. Non ho idea se leggerò altro scritto dall'autrice, ma per il momento non mi sento né di sconsigliare né di consigliare questo romanzo.


Il mio voto è di due punteggi d'inchiostro e mezzo



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