"The Scorpio Races" di Maggie Stiefvater

Lettori in soffitta, come va questo lunedì mattina? Spero bene. Per rallegrarvi la giornata, vi lascio con questa recensione non particolarmente lunga ma intensa - sto cercando di scrivere recensioni non minuscole ma neppure immense, purché incisive - e spero che vi piaccia. Considerando quanto questo libro sia amato io sarò un po' la pecora nera del gruppo, benché solo a metà. 

Titolo: The Scorpio Races
Autore: Maggie Stiefvater
Editore: Scholastic Press
Pagine: 482

It happens at the start of every November: the Scorpio Races. Riders attempt to keep hold of their water horses long enough to make it to the finish line. Some riders live. Others die.
At age nineteen, Sean Kendrick is the returning champion. He is a young man of few words, and if he has any fears, he keeps them buried deep, where no one else can see them.
Puck Connolly is different. She never meant to ride in the Scorpio Races. But fate hasn’t given her much of a chance. So she enters the competition — the first girl ever to do so. She is in no way prepared for what is going to happen




L'isola su cui abita Puck non è come tutte le altre. Sì, è piccola, un luogo dove tutti conoscono tutti, un luogo pieno di dolci zuccherosi e una economia ridotta, ma non è tutto. Ci sono dei cavalli nel mare - cavalli dal nome impronunciabile - che ogni anno, una volta soltanto, vengono fatti partecipare a un gara all'ultimo sangue cui solo gli uomini possono partecipare.
I capaill uisce - l'avrò scritto bene? - non sono semplici cavalli marini dai colori normali e sgargianti. Hanno i denti e posso mangiare gli uomini. Uccidere è un passatempo.
Quando Puck, rimasta da sola con i due fratelli, si rende conto che l'economia della sua famiglia sta colando a picco, decide di entrare alla gara anche se non è permesso. La cosa migliore? Lo farà cavalcando il suo normale cavallo.
La Stiefvater colpisce ancora anche se non con l'intensità che mi aspettavo. In ogni caso, The Scorpio Races è una sua storia e si sente fin dalla prima pagina.

I protagonisti del romanzo sono Puck e Sean. Senza ombra di dubbio ho amato la protagonista femminile per il suo forte spirito, per la sua forza d'animo e lo spirito di battaglia che l'ha condotta a sfidare tutti gli uomini dell'isola - cosa non da poco considerando quanto sono aggressivi. Meno d'impatto è stato Sean. Delle volte gli avrei dato un pugno, sopratutto all'inizio del romanzo, poi sono arrivata a sentirlo sempre più vicino a me e a gradire i suoi silenzi e il suo volto serio.
Non ho sentito allo stesso modo la vicinanza fra Puck e Sean, benché una volta finito il libro e riflettendoci sopra, devo dire che sarebbero davvero una bella coppia. Il romanzo finisce un po' con un inizio e anche questo fa parte dello stile della Stiefvater. Se pensate che il romanzo sia incentrato principalmente sulla gara, vi sbagliate di grosso. Infatti devo dire che a tal riguardo sono rimasta un poco delusa, dato che l'evento da cui prende nome il libro non avviene se non nella seconda metà del romanzo e non troppo lontano dalla fine.

Insomma, ci sarà tanto da attendere ma penso che ne valga la pena. La Stiefvater riesce comunque ad affascinare e catturare il lettore nelle atmosfere dell'isola e mi sono sentita davvero partecipe riguardo la storia di Puck.
I capaill uisce sono stata una componente molto apprezzata perché... dai, stiamo parlando di cavalli mangiauomini! C'è altro da dire? In alcuni momenti mi hanno davvero terrorizzata, sopratutto perché la Stiefvater è stata davvero capace a renderli dei mostri davvero affascinanti.
Quindi, fin qua tutto molto positivo, ma non so per quale motivo The Scorpio Races non è stato in grado di esaltarmi. Ho apprezzato il libro ma non comprendo il perché di tutto questo eccitamento. Che dire, non ha avuto tutto l'impatto che immaginavo. Un po' di colpa credo sia da imputare alla lunghezza eccessiva del romanzo che si perde in alcuni tratti, senza mai raggiungere il sodo della questione.





Il mio voto è di tre punteggi d'inchiostro e mezzo


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