Il salotto letterario di Camilla - Come e perché preferisco leggere in inglese

Cari lettori in soffitta, oggi ho scelto di pubblicare questo articolo su cui lavoravo da un poco e che non riuscivi a scrivere nella maniera che preferivo, con conseguente dilungarmi di lunghi e inutili paragrafi. 
Il tema di cui vi volevo parlare oggi è perché ormai leggo quasi solo in inglese.
Ho deciso di trattare il tema mediante una serie di punti e fattori che spero troviate interessanti.
 
Inglese o italiano ↠ inizialmente non me n'era mai accorta, pur sapendolo. Davvero. Ma dopo essere passata hai libri in inglese, adesso posso dirlo: l'italiano è una lingua dannatamente pesante e delle strutture grammaticali complesse e delle volte ridondanti. Leggendo in inglese, ho raggiunto lo stato del "avvertire l'immediatezza". Di un gesto, una parola, un'espressione e la lingua straniera possiede, assai spesso, termini che racchiudono un'intera emozione, mentre capita che in italiano vi sia il bisogno di due o tre parole per esprimerla. Una singola parola, se ben posizionata, non esclude l'impatto sentimentale e l'inglese è perfetto per questo genere di cose. 
In pratica: leggendo in inglese i feels arrivano più in fretta e leggo veloce come un treno... se non sono pigra.
Tempi di pubblicazione ↠ ma secondo voi, io che ho già 23 anni, posso stare ad aspettare i tempi delle case editrici italiane? E poi, non si ha mai la certezza dell'arrivo del sequel. Senza contare che molte serie di minore importanza rispetto ai grandi nomi stranieri, probabilmente non verranno mai pubblicate. Insomma, vi sembra fattibile? Io dico di no. Il lettore che è in me si rifiuta di lasciarsi schiavizzare dai limiti linguistici ed eccolo che sorge alla ribalta. 
E poi, cerchiamo di essere coscienti del fatto che in Italia, sotto la sezione YA troviamo i libri degli youtuber e di Anna Todd, mentre I nostri cuori chimici sono nella sezione bambini. NON CI SIAMO.

Questa sono io, con il mio fisico da amazzone mentre vado alla ribalta letteraria


Comunicazione ↠ sappiamo che l'italiano non è la lingua del domani, però ciò non dovrebbe impedire ai blogger italiani di fraternizzare fra loro... no? Oppure sì? Forse sarò io, dato che di certo non sono Miss Socialità 2017 e tutti gli anni prima ma il rapporto fra blogger minori, medi e grandi è difficile. Non tutti i blogger conosco gli altri o sono disposti a parlarci, così come non sembra che la chiacchierata di turno sia un trend. Insomma, vedo i blogger italiani un po' tutti sulle loro. 
Accedendo alla community di Instagram usando l'inglese - quella letteraria di Twitter può rimanersene dove sta perché si comportano come bestioline rabbiose - ho incontrato una ragazza franco-canadese, un'americana, una slovena, una filippina e via dicendo... è stupendo ❤
Ora, non bisogna sottovalutare neppure il fattore delle case editrici straniere. Solo grazie a Netgalley ho compreso quando i loro standard siano più rigidi dei nostri, ma offrono una quantità di titoli mica da ridere, una sponsorizzazione a livello globale e tanto altro.... mica poco no?
Mi sembra, fra l'altro, che questa cosa venga poco recepita da alcuni blogger nostrani. Per esempio, mi è capitato di leggere qua e là post che magari screditavano una sorta di moda - che poi è un business - che sta diventano bookstagram, senza quindi considerare che: è un metodo intelligente per promuovere libri, è un metodo artistico e le foto sono una soddisfazione per gli occhi del lettore, creano un rapporto immediato col pubblico, non sostituiscono comunque il blog perché i bookstagrammer sono sempre e comunque anche blogger, booktuber....





Fattore artistico  ↠ siccome - oh, io lo spero tanto - i lettori italiano sono ben consci dell'orrore delle copertine italiane che le CE affiggono - o affiggono? - sui libri, sapranno anche le edizioni straniere sono dieci volte più curate. Io voglio vedere la mia libreria risplendere di edizioni fantastiche, di dorsi di copertina mai lasciati al caso, di copertine scoperte dalla protezione che recano i segni di attenzione. Io voglio l'arte e non qualcosa di questo tipo:






Questi sono i miei quattro motivi principali per cui preferisco la lettura in lingua. Voi che cosa ne pensate? 
Vorrei conoscere la vostra opinione al riguardo. 

4 commenti

  1. Mi trovi d'accordo su tutto, l'unico motivo per cui ancora preferisco l'italiano è che essendo la mia lingua madre non ho bisogno del dizionario almeno una volta a libro xD

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    1. Per quello ci vuole tanto esercizio, ma non è un goal impossibile U_U

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  2. Sulle copertine e il ridotto ventaglio di libri sono d'accordo, ma anch'io preferisco l'italiano, le volte che ho letto in inglese, rileggendo lo stesso libro in italiano, mi sono accorta di essermi persa dei pezzi importanti che, a quanto pare, non avevo interpretato correttamente.

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    1. Be' quello sta nella tua conoscenza della lingua. In ogni caso, come ho già scritto, ci vuole tanto esercizio

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)