24/04/17

"Nel profondo della foresta" di Holly Black

Lettori in soffitta, sono finalmente - più o meno - libera dalla febbre e dall'irritazione alla gola, ma non dal raffreddore. In ogni caso, adesso sono abbastanza in forze da scrivere una recensione senza che mi scoppi la testa.


Titolo: Nel Profondo della Foresta
Autore: Holly Black
Editore: Mondadori
Pagine: 243


Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città. Fiaba moderna dalle sfumature dark, "Nel profondo della foresta" segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l'hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori.





Lessi Holly Black moltissimo tempo fa, ancora prima dell'ascesa degli ya in Italia, quando circolavano ancora spaiate le prime due copie della trilogia Fate delle Tenebre. Mi piacque molto e quando ho saputo che questo romanzo stava per arrivare in Italia, non mi sono lasciata sfuggire l'occasione. 
Per chi avesse letto la trilogia sopracitata, sappiate che Nel profondo della foresta è ambientato nello stesso universo. Di indizio ve n'è uno solo, anche se vi sono molte similitudini fra le corti magiche. Ma del resto, le creature del piccolo popolo - o popolo dell'aria - sono estrapolate da miti e leggende a cui la Black cerca di rimanere fedele, per cui le somiglianze erano da dare per scontate. In ogni caso, l'indizio vero e proprio sta in un nome di una certa regina che verrà nominata almeno a metà o dopo di essa nel corso di una spiegazione. Divertiti a trovarla XD
Devo dire che tutte le mie aspettative sono state un po' deluse. La Black non ha rinnovato molto il suo panorama né il suo cast di personaggi.
Fairfold è una cittadina invece che una grande metropoli, ma abbiamo la solita corte di creature magiche che si divertono a fare del male agli essere umani - diamine, darei fuoco a ognuno di loro - una famiglia di ex rockers con due figli che alimentano per grazia divina e che non si sa come sono arrivati all'età adolescenziale, date le cure dei genitori.
Insomma, abbiamo sempre degli adolescenti sbandati e perduti, ovvero Hazel e Ben, con l'aggiunta di Jack, uno scambiato che la madre umana vittima dello scambio ha deciso di tenere dopo essere stata in grado di recuperare anche il proprio figlio naturale.
Oltre la ripetitività del cast, non ha fatto impazzire lo stile scrittorio. Si è tratta di una lettura veloce, di una storia carina ma non super originale - il finale era vagamente scontato - ma scritta in modo elementare. All'inizio sono rimasta davvero stupita, chiedendomi come diavolo la Black avesse scritto più come un bimbo che come un adulto, lasciando perdere l'esistenza di sinonimi e di contrari, buttando frasi piatte qua e là senza darsi la pena di giocare con le parole. Tuttavia, andando avanti con la lettura ho notato sempre di meno questo dettaglio, quindi penso che sia stata solo una prima impressione che però non riesco a scrollarmi di dosso.
Per quanto abbai trovato Fairfold interessante, così come i suoi abitanti ben a conoscenza dell'esistenza di creature magiche, non sono rimasta colpita - come ho già detto - da Jack, Hazel, Ben e Severin.
Personalmente ho amato le loro scelte, quella finale di Jack, quella di Severin e quella dolce e amara di Ben, così come Hazel. Nonostante ciò, nessuno di loro mi ha colpito, benché sia stata in grado di seguirli per tutte le loro avventure e di attendere con una certa ansia cosa sarebbe successo pagina dopo pagina.
Ho amato come Ben e Hazel, nonostante amino le creature fatate, fossero anche pronti ad uccidere quelle malvagie nel tentativo di salvare gli innocenti turisti venuti ad ammirare il ragazzo nella bara di vetro. Vedere degli umani con un minimo di discernimento è stato di certo un sollievo.
Il personaggio che ho apprezzato di più - nonostante all'inizio l'avrei preso a pugni - è stato Severin, il ragazzo nella bara, che alla fine si è dimostrato una creatura fatata in grado di comprendere gli umani.
I colpi di scena e i segreti non mancano all'interno del romanzo e non hanno deluso le mie aspettative al riguardo, rispecchiando appieno la crudeltà delle creature fatata e come spesso gli essere umani prendano sottogamba le conseguenza dell'averci a che fare. Insomma, da questo punto di vista nulla da ridere. Sono rimasta davvero stupefatta nello scoprire tutti i segreti di Hazel e Ben e di come si siano evoluti al destino della corte di Re Alno.
Purtroppo, nel complesso non sono rimasta davvero colpita da questo romanzo quanto avrei voluto.


Il mio voto è di tre punteggi d'inchiostro




2 commenti:

  1. Ne avevamo parlato. A me invece è piaciuto tutto sommato. Forse troppo contenuto.

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    1. Ma.... piuttosto un po' una fotocopia di quello che ha già scritto.

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)