19/06/17

"Now I Rise" di Kiersten White



Cari lettori in soffitta, oggi sono qui con una recensione veramente in esclusiva, dato che Io sono Buio fece un grande successo in Italia con la sua pubblicazione. Grazie a Netgalley, con mia grande sorpresa, sono riuscita a mettere le mani sul secondo libro della saga, per cui passiamo subito al mio pensiero. 

*Ho ricevuto una copia del romanzo tramite Netgalley e l'editore in cambio di una onesta recensione*


22817331Titolo: Now I Rise
Autore: Kiersten White
Saga: The Conqueror's Trilogy #2
Editore: Delacorte Press
Data di pubblicazione: 27 giugno
Pagine: 496


Lada Dracul has no allies. No throne. All she has is what she’s always had: herself. After failing to secure the Wallachian throne, Lada is out to punish anyone who dares to cross her blood-strewn path. Filled with a white-hot rage, she storms the countryside with her men, accompanied by her childhood friend Bogdan, terrorizing the land. But brute force isn’t getting Lada what she wants. And thinking of Mehmed brings little comfort to her thorny heart. There’s no time to wonder whether he still thinks about her, even loves her. She left him before he could leave her.
What Lada needs is her younger brother Radu’s subtlety and skill. But Mehmed has sent him to Constantinople—and it’s no diplomatic mission. Mehmed wants control of the city, and Radu has earned an unwanted place as a double-crossing spy behind enemy lines. Radu longs for his sister’s fierce confidence—but for the first time in his life, he rejects her unexpected plea for help. Torn between loyalties to faith, to the Ottomans, and to Mehmed, he knows he owes Lada nothing. If she dies, he could never forgive himself—but if he fails in Constantinople, will Mehmed ever forgive him?As nations fall around them, the Dracul siblings must decide: what will they sacrifice to fulfill their destinies? Empires will topple, thrones will be won . . . and souls will be lost. 



Con il secondo libro della saga retelling della figura storica di Vlad l'Impalatore, la White si addentra in un periodo ancora più oscuro - e per la gioia di tutti.
Questo libro mi è piaciuto ma non sarà fra quelli che lo osanna con cinque stelle, se non dieci. Sono la voce fuori dal coro, quella che rovinerà le vostre aspettative.
Letto in anteprima, sono partita a mille, certa di avere uno splendido libro fra le mani. L'hype provato con And I Darken stava facendo sentire il suo effetto post lettura e ripresa della saga.
Mi sono chiesta se non l'avessi letto troppo in fretta, dimenticandomi di assaporare ogni parola, eppure le pagine fluivano con normalità, veloci e pulite. 
Quel che è certo sono stati i miei problemi con Lada e Radu.
Now I Rise è un libro crudo ma la White ha fatto le giuste scelte nel non indugiare troppo nei dettagli scabrosi, pur essendo capace di far sentire il lettore un senso di schifo, disgusto e dolore per gli accadimenti - almeno così è successo a me.
A livello di trame storiche è impossibile muovere critiche. La trama e gli avvenimenti erano quelli e nessuno di essi suonava, sembrava o era chiaramente fuori posto. 
Il mio punto debole sono stati i personaggi, Sono una persona emotiva - anche se non sembra - e vederli agire in un certo modo o parlare in un altro... niente, mi ha distrutto e ha sfasciato pian piano il legame che credevo di aver stabiliti con ognuno di essi.
Nazira, su cui contava tantissimo, è riuscita a starmi sui nervi e ho sperato che la mia solita tendenza ad affezionarmi a personaggi secondari avesse la meglio e mi facesse trovare un nuovo beniamino, ma così non è stato. 
Radu cade in basso ed è proprio in questo libro che colgo tutte le critiche che una mia amica aveva rivolto al personaggio. Su Mehmed vi è da stendere un velo pietoso - come sempre, insomma. Ignorato nel primo e detestato nel secondo, la sua figura scivola sempre più verso il basso. Tanto che lui e Radu sono legati da macchinazioni politiche sempre più pesanti.
Non scenderò nei dettagli. Da una parte ho avvertito la fatica morale di Radu e dall'altra non provo alcuna pietà per lui. 
Radu sapeva le conseguenze delle sue scelte ancora prima di metterle in atto. Il meglio che ha potuto fare è stato di salvare qualche persona lungo la strada, gesto nobile che di certo non lo pulisce da tutto il male causato - anche se poi sono stati i soldati a portarlo a compimento, Radu non è meno colpevole. 
Un'altra cosa che mi ha fatto perdere la pazienza è stata la consapevolezza e il dolore provato da Radu nel capire di essere stato usato, di come i suoi sentimenti siano stati sfruttati per i voleri di un certo qualcuno - a buon intenditore, poche parole. Ma Radu fa qualcosa? No.
Anche Lada mi ha dato i suoi problemi. Amata nel primo, ho cominciato a ragionare su di lei alla fine di Now I Rise e molte cose non mi tornano. 
Lada non cresce. Lada conosce un solo modo per farsi strada: uccidere tutto e tutti. Ma non è fisicamente possibile che lei riesca a governare e avanzare sempre in quel modo. Tutte le unioni politiche che stringe hanno vita breve perché per lei tutto è troppo umiliante. 
Lada non si sforza mai di provare un'altro approccio. Parte è spiegabile per via della sua condizione di donna nel secolo che vive ma da un'altra prospettiva tutta la sua ferocia è priva di senso. 
La Lada del libro non ha mai subito i traumi del vero Vlad. Mai. E non chiamatela eroina femminista, perché Lada è tale solo con se stessa. In grado di fare tutto, è incapace di comprendere la condizione di altre donne e i loro svantaggio e dolori.
Suppongo, infine, che comunque non tutto il male venga per nuocere, dato che ho letto il libro piuttosto in fretta. Il mio sfogo sui personaggi è segno che io mi sia affezionata, in un modo o in un'altro, alla storia. 
Il finale di Now I Rise mi lascia presumere che questo secondo libro non abbia ancora sfoderato il lato oscuro della saga, per cui non mi resta che sfregarmi le mani e attendere un nuovo sclero con il prossimo anno. 


Il mio voto è di tre punteggi d'inchiostro e mezzo



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