Thorny Bloggers || Quantità VS Qualità





Lettori in soffitta, benvenuti a un nuovo appuntamento di Thorny Bloggers, la catena di discussioni letterarie a tema. Ci tengo a ricordavi, dal mio punto di vista personale, che questo sarà uno dei pochi appuntamenti per cui il blog rimarrà attivo ;)



Potete visitare gli altri articoli al riguardo presso i blog: The Avid ReaderAnima in PennaIl tempo dei libriMilioni di ParticelleLoving Books e I miei magici mondi. Per questo appuntamento una delle blogger ha deciso di saltare.



QUANTITÀ VS QUALITÀ

Una delle particolarità del mondo letterario sempre più discussa è quella della qualità e la quantità messe a raffronto, in cui la qualità indica la bellezza dei testi che leggiamo e la quantità il numero di libri sfornati dall'autore.
Ora, ci sono moltissimi punti di vista da cui osservare la faccenda: quella dei lettori che non gradiscono troppo libri in una serie, quelli che vorrebbero vedere lo scrittore cambiare universo in cui ambientare le proprie storie, altri ancora che vorrebbero come gli scrittori si prendano il proprio tempo. 

Eh... da parte mia, la cosa non m'interessa molto. Ovvero, che lo scrittore sforni due libri all'anno, che si prenda il suo tempo (che poi non è neppure così), o che ambienti la stessa storia sempre nello stesso mondo. Per me si tratta di un dibattito al tempo utile e inutile, per tutta una serie di ragioni oggettive e soggettive.

Partiamo dal scrittori che scrivano sempre della stessa cosa. Prendiamo Rick Riordan, Cassandra Clare e anche Holly Black - per nominare i primi tre che mi vengono in mente. 
Se da una parte può essere difficoltoso per il lettore stare dietro a tutte le serie e magari prenderle a noia la mancanza di novità, così come il pensiero che il contenuto dei romanzi possa andare a scadere proprio per la ripetitività, dall'altra credo che si dimentichi spesso una cosa: un libro non è solo un insieme di parole, una storia molto ispirata e dedicata ai lettori.

Gli scrittori scrivono per vivere. Scrivere è un lavoro. Ogni libro non è solo una storia che emoziona i lettori a un prodotto. Dietro di esso ci sono tante cose (basta pensare al brand, al marchio, al pacchetto, alla pubblicità) fra cui il fattore economico. 
Gli autori hanno un agente. A sua volta l'agente trova una casa editrice. Possono passare anni prima che la pubblicazione cominci. Da lì si stampano moltissimi copie e dietro ogni copia c'è un grande lavoro a partire fin dalla copertina. 
Ogni cosa costa e ciò non può essere perso. 
Perciò lo scrittore spesso non scrive sempre e solo di ciò che vuole. Deve fare delle scelte perché lo scopo di un libro, fra i tanti morali, è quello di vendere. Quindi, delle volte ciò implica camminare (scrivere) su terreno sicuro.


Questo però non credo che comporti per forza un calo della qualità. Del resto è abbastanza comune che non tutti i libri vengano bene... il che credo si tratti più di una questione fra lettori, dato che ci saranno sempre persone a cui piacerà il romanzo e in questione e altri che preferiranno evitarlo.

Da questo discorso nasce anche la questione dello scrivere troppi libri della stessa serie. E la risposta è un po' anche la stessa, che magari si mischia anche a una buona dose di ispirazione. 

Così si giunge anche ai tempi di pubblicazione. La lettura è una cosa di noi lettori ma il mercato si occupa di sfornare sempre nuovi libi perché si tratta di una economia. Questo è il suo compito.E il motivo per cui lo scrittore non ha davvero tempo di prendersela comoda. Capita che alcune pubblicazioni slittino di un anno, ma non qualcosa che accade spesso. 
Inoltre, se prendiamo in esame il ritmo di pubblicazione estero - almeno un libro all'anno per serie - c'è anche da pensare che si tratta di un limite di tempo idoneo perché il lettore non si scordi tutto ciò che ha letto nelle storie precedenti. 
Una volta firmato un contratto di pubblicazione l'autore non può prendersi tutto il tempo del mondo, esistono le deadline e dei limiti oltre cui non è più possibile lavorare e correggere il proprio manoscritto.

Per concludere, la questione di quantità vs qualità, a mio giudizio, ha tanti buoni propositi e motivazioni ma al tempo stesso tende troppo a focalizzare l'attenzione sull'autore e il suo lavoro, magari prendendo poco in considerazione che dietro l'autore, a capo di tutto, ci sono anche dei fattori che sono completamente al di fuori del suo controllo.


Che cosa ne pensate? Quali sono le opinioni al riguardo? Fatemi sapere! 





1 commento

  1. Scrivere troppi libri della stessa serie è un altro punto dolente perchè davvero non si finisce mai e poi di solito a lungo andare si perde la magia che c'è rispetto all'inizio. Si dovrebbe arrivare a un certo punto e scrivere finalmente la parola fine ma molto spesso non succede

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Spero che il post vi sia piaciuto e attendo i vostri commenti :)